martedì 12 luglio 2011

BARRETTE (O ALTRO) DI LATTE CONDENSATO E CIOCCOLATO BIANCO PROFUMATE ALL' ARANCIA





Cinque minuti:  è il tempo di cottura richiesto dalla ricetta che “vado a proporvi” (come dicono gli chef) e, con questo caldo, direi che è anche troppo. Dopo si sbatte il “cilindro” (ammesso che riusciate a forgiarlo: a me è venuta fuori una baguette!) nella parte meno fredda del frigorifero ed è fatta: dopo qualche oretta potrete gustarvi  dei golosissimi “dolcetti al cioccolato bianco” di forma sferica. Così dice il libro. Ma state tranquilli: io al posto dei dischetti ho ottenuto delle barrette rettangolari e sono sparite in uno spazio temporale di gran lunga inferiore ai cinque minuti di cui sopra, quand’anche a voi venissero fuori delle “forme astratte” nessuno starà lì a fare il critico d’arte, fidatevi! Be'... a meno che non sia come Brunetta! :-D








INGREDIENTI:



400 grammi di latte condensato


250 grammi di zucchero semolato


150 grammi di cioccolato bianco di copertura


50 grammi di burro


2 cucchiai di pistacchi sgusciati


2 cucchiai di noci sgusciate (io ci ho messo le mandorle)


1 cucchiaio di cubetti di arancia candita


1 baccello di vaniglia




Riunite in una casseruola il latte condensato, lo zucchero, il burro e la vaniglia e mescolate a fuoco basso fino a quando gli ingredienti si saranno amalgamati. Lasciate sobbollire, sempre a fuoco basso, per circa 5 minuti. Provate lo stato di cottura versando una goccia di composto in un bicchiere con acqua fredda e se si forma una pallina morbida potete togliere dal fuoco.

Scartate la vaniglia e aggiungete il cioccolato spezzettato. Mescolate per qualche istante, fuori dal fuoco, finché anche il cioccolato si sarà amalgamato e il composto sarà cremoso ed omogeneo.

Unite infine le noci spezzettare (o le mandorle), i pistacchi e le scorze candite e mescolate ancora per distribuirli in modo omogeneo. 

Lasciate intiepidire fino a quando riuscirete a maneggiare il composto con le mani, versatelo su un foglio di alluminio leggermente inumidito con acqua fredda e con le mani sempre inumidite dategli la forma di un cilindro di 4 o 5 cm di diametro. Arrotolatelo nel foglio di alluminio e lasciatelo riposare in un luogo fresco per almeno 6 ore. Tagliatelo a fettine prima di servire.


























Ricetta tratta da: "Cioccolato", De Agostini editore

domenica 19 giugno 2011

TORTA ZENZEROSA DI ALBICOCCHE CON CREMA GOLOSA AL CIOCCOLATO BIANCO (sottotitolo: la torta della nuora)





Qualche giorno fa, sfogliando un nuovo libro di dolci (“Cioccolato”, della De Agostini), mi è capitata sotto agli occhi una ricetta che ha destato di colpo la mia sonnacchiosa attenzione: “Dolce allo zenzero”. Dovete sapere che, da un po’ di tempo a questa parte, sono diventata consumatrice abituale di questa pianta originaria dell’Estremo Oriente: compero il rizoma fresco e lo centrifugo, unendone il succo ai miei beveroni di frutta e verdura del pomeriggio (ah, le salutistiche merende della Vergine!), perché ha un profumo pungente e un gusto deliziosamente piccante che mi intrigano. Sì, è vero che nella medicina araba lo zenzero è considerato afrodisiaco, ma non per questo io ne faccio uso, MALIGNE! Semmai per la sua attività antiossidante, così rimango giovane più a lungo senza bisogno di patti col diavolo alla Dorian Gray. Dunque: avendo i cassetti del frigorifero traboccanti di questa radice bitorzoluta, mi sono subito messa all’opera ed ho sfornato un dolce che, sebbene bocciato esteticamente dalla mia pignoleria, è stato spazzolato per tre quarti dalla nuora e per l’ultimo quarto da figlio e marito, presi in contropiede dalla gola della fanciulla (ho visto poi lei e il figliolo chiudersi in camera, quindi l’effetto “afro” è garantito).







Oggi l’ho rifatto (la nuora non arriverà prima di stasera, per cui, se siamo fortunati, stavolta riusciamo ad assaggiarlo) apportando alla ricetta originale un paio di modifiche che, a mio avviso, l’hanno reso ancora più buono: ho aggiunto una tazzina di succo di zenzero all’impasto e al posto dell’uvetta ho utilizzato delle albicocche fresche dolcissime. Per strafare, ho preparato una crema supergolosa che richiama un ingrediente della torta, il cioccolato bianco: questa, fidatevi, accompagna il dolce EGREGIAMENTE!   



INGREDIENTI


PER LA TORTA:

 
200 grammi di farina 00

100 grammi di fecola di patate

200 grammi di zucchero

150 grammi di burro

150 grammi di cioccolato bianco

la buccia grattugiata di un limone

3 uova

1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato

una tazzina da caffè di succo di zenzero fresco

1 bustina di lievito vanigliato

qualche cucchiaio di latte

una decina di albicocche mature snocciolate e tagliate a metà

 

PER LA CREMA GOLOSA:


200 grammi di cioccolato bianco

100 grammi di zucchero a velo

150 ml di panna fresca

2 uova freschissime

5 grammi di colla di pesce


Per preparare la crema, sciogliete innanzitutto il cioccolato a bagnomaria; nel frattempo mettete a bagno la colla di pesce in acqua fredda e montate un uovo intero e un tuorlo assieme allo zucchero. Quando il cioccolato sarà perfettamente fuso, mescolatevi la colla di pesce ben strizzata e versatelo nel composto di uova e zucchero. Aggiungete la panna montata e lasciate raffreddare in frigorifero.
Miscelate farina, fecola e lievito e tenete da parte. Montate le tre uova intere con lo zucchero ed incorporatevi il burro, precedentemente ridotto a dadini e lasciato ad ammorbidire almeno un’ora fuori dal frigo. Unite al composto la miscela, la buccia del limone, lo zenzero ed infine il cioccolato sciolto a bagnomaria e fatto intiepidire. Cercate di ottenere una sorta di crema bella densa; all’occorrenza aggiungete qualche cucchiaiata di latte. Versate il composto in uno stampo per torta con cerniera apribile, bene imburrato; distribuite le albicocche con la parte della buccia verso l’alto ed infornate in forno già caldo a 180 gradi per una cinquantina di minuti.
Sformate la torta e lasciatela raffreddare. Disponetela sul piatto da portata, decoratela con la crema al cioccolato bianco e passatela in frigorifero per un po’ prima di servire.






 

























domenica 29 maggio 2011

TIRAMISU'... COL BUCO!




La pischelletta moracciona nella foto sono io e il frugoletto che mi sto spupazzando è il mio primogenito:   Cosimo Massimiliano all'anagrafe, Mino in famiglia e Massi per gli amici. Orbene, dopo ventitrè anni CosimoMassimilianoMinoMassi è diventato così...






... cioè stupendo, e mo non venitemi a dire che "ogni scarrafone è bello a mamma soja" perché, in questo caso, trattasi di bellezza oggettiva :-) Il 27 maggio scorso è stato il suo compleanno e siccome va letteralmente pazzo per il tiramisù ho pensato di farlo felice con una versione speciale di questo dolce, ideata e confezionata con amore dalla sua "mamy" (come mi chiama): il tiramisù... col buco! Un sofficissimo Pan di spagna al caffè farcito con crema di mascarpone alla vaniglia: altissimo, golosissimo, bellissimo, proprio come lui ;-)   







INGREDIENTI



PER IL PAN DI SPAGNA AL CAFFE':


170 grammi di farina 00
100 grammi di fecola di patate
270 grammi di zucchero finissimo
9 uova
vanillina
una tazzina di caffè forte zuccherato
mezza busta di lievito per dolci vanigliato


PER LA CREMA DI MASCARPONE VANIGLIATA:

1 chilo di mascarpone di ottima qualità
5 tuorli d'uovo freschissimi (mi raccomando!)
10 cucchiai di zucchero finissimo 
un pizzico di vanillina


INOLTRE:

caffè zuccherato q.b. per inzuppare il pan di spagna
cacao amaro per spolverizzare la superficie del dolce




Miscelate la farina con la fecola, il lievito e la vanillina. Setacciate il tutto un paio di volte. In una ciotola capiente montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungete la miscela poco per volta, intervallando con il caffè (la tazzina); infine incorporate gli albumi montati a neve fermissima, mescolando delicatamente, dal basso verso l'alto, con un cucchiaio di legno. Versate il composto in uno stampo per ciambella di misura grande adeguatamente imburrato e passate in forno già caldo per 35 minuti alla temperatura di 160 gradi. Fate la prova dello stuzzicadenti per accertarvi che il dolce sia cotto. Lasciatelo intiepidire nello stampo, quindi capovolgetelo su un  foglio di carta da forno e attendete il completo raffreddamento. Nel frattempo preparate la crema lavorando con una frusta tutti gli ingredienti suindicati. Tagliate il pan di spagna in tre dischi di uguale altezza. Disponete il primo sul piatto da portata, bagnatelo di caffè e spalmatelo abbondantemente di crema; ripetete le operazioni una seconda volta. Coprite con il terzo ed ultimo disco; spalmate questo e i bordi della ciambella con la crema rimasta (a me ne è avanzata un po', che ho finito a cucchiaiate...). Mettete il tiramisù in frigorifero e solo al momento di servirlo spolverizzatene la superficie con abbondante cacao amaro.



































Ancora auguri, amore mio!!!





venerdì 20 maggio 2011

RISO DOLCE DEGLI ANGELI





“Ho il culto delle gioie semplici. Esse sono l'ultimo rifugio di uno spirito complesso.” diceva il mitico Oscar Wilde. E lo spirito complesso della sottoscritta da qualche tempo a questa parte ha preso a rifugiarsi nella semplice, semplicissima gioia del riso dolce al latte, anzi, del riso dolce degli angeli, come ho voluto ribattezzarlo, perché mi piace pensare che serafini e cherubini  banchettino sulla “nuvola da pranzo” con questa candida, celestiale delizia,  sulle note del “Jesus bleibet meine Freude” di Bach. Non chiedeteVI, e soprattutto non chiedeteMI, quali siano le ragioni che stanno alla base di questa “risolattemania” da cui sono stata colta all’improvviso: certamente ci saranno, ma al momento risultano ignote a me almeno quanto a voi. Sono uno spirito complesso, ve l’ho detto! Quindi rinunciate a comprendermi e fatevi… i risi vostri! J




INGREDIENTI


100 grammi di riso originario
(quello a chicchi piccoli e rotondi, per intenderci)

150 grammi di zucchero

un baccello di vaniglia

1 litro di latte fresco intero

20 grammi di maizena (amido di mais)



Sciacquate il riso e fatelo bollire per dieci minuti in abbondante acqua leggermente salata; scolatelo e passatelo in un'altra pentola in cui nel frattempo avrete scaldato il latte assieme al baccello di vaniglia tagliato a metà per il lungo e allo zucchero. Proseguite la cottura del riso per ancora un quarto d'ora; aggiungete quindi l'amido stemperato in qualche cucchiaiata di latte freddo o acqua e fate addensare (ci vorranno circa cinque minuti). Versate il riso nelle coppette e una volta che si sarà intiepidito passatelo in frigorifero perché va gustato ben freddo. Buona "risolattemania" anche a voi!!!  































domenica 1 maggio 2011

CANNELLONI STRAVAGANTI





Ma che ci posso fare, io, se mi ritrovo una trottola al posto del cervello? Che continua a girare, girare… o meglio,  a "stravagare, stravagare"...:-D Il giorno di Pasqua, per dirvene una, avevo preparato il piatto tradizionale del mio paese, l’antichissimo “spazzatu caddhipulinu”: uno spezzatino di carne al sugo al quale, poco prima di levarlo dal fuoco, si aggiunge un impasto di pane grattugiato, uova, formaggio e mentuccia fresca. Vaga che ti stravaga, sapete che fine ha fatto il suddetto “spazzatu”? E’diventato ripieno per cannelloni! E se proprio volete che ve la dica tutta… mai mangiati cannelloni più gustosi di questi!!!








INGREDIENTI


Polpa di manzo e vitello per spezzatino

Uova

Pane grattugiato

Formaggio grattugiato 
(metà pecorino toscano e metà parmigiano)

Menta fresca

Sale

Olio extravergine di oliva

Cipolla

Salsa di pomodoro

Cannelloni all’uovo pronti da cuocere

Besciamella
(fatta con mezzo litro di latte, 50 grammi di farina, 50 di burro e un pizzico di sale)



Fate soffriggere una cipolla a fettine in mezzo bicchiere d’olio; quando si sarà imbiondita toglietela, aggiungete la carne tagliata a pezzetti molto piccoli e lasciatela rosolare. Sfumate con un goccio di vino bianco e salate. Una volta evaporato il vino, unite la salsa di pomodoro, abbassate la fiamma e fate cuocere per un’oretta.
Nel frattempo impastate pane, formaggio, uova e un trito abbondante di menta (il pane dev’essere circa la metà del peso del formaggio; per il numero delle uova regolatevi in modo da ottenere un impasto morbido).
Prelevate una tazza di sugo dallo spezzatino e tenetela da parte. Versate nella pentola l’impasto preparato, poco per volta e mescolando con un cucchiaio di legno; lasciate rapprendere, quindi spegnete il fuoco e aspettate che “lu spazzatu” raffreddi.
Passate alla fase “farcitura” cannelloni: stendete un po’ del sugo prelevato sul fondo di una teglia capiente, riempite i cannelloni e disponeteli uno accanto all’altro, in un solo strato. Copriteli con la besciamella e il sugo rimasto. Infornate la teglia in forno già caldo fino a cottura.

























domenica 24 aprile 2011

BUONA PASQUA A TE E LA PASTIERA A ME





La prima volta che mi cimentai nella preparazione della pastiera risale a parecchi anni or sono: seguii la ricetta di Imma, una cara amica di San Giorgio a Cremano, la quale la faceva “strana”: aggiungeva crema pasticciera alla crema di ricotta e frullava grano e canditi “perché non dessero fastidio nel ritrovarseli sotto i denti”. Buona, era buona: solo che io e mio marito la divorammo appena uscita dal forno e vi lascio immaginare le conseguenze di tanta stoltezza :-D Dopo tutto questo tempo mi è tornata la voglia di rifare la pastiera in occasione della Pasqua, ma stavolta ho utilizzato la ricetta più antica; quella che, secondo il sito ufficiale della pastiera (perché anche la pastiera ha un suo sito ufficiale, che ve credevate?) fu inventata probabilmente nella pace segreta di un monastero napoletano. “Un'ignota suora volle che in quel dolce, simbologia della Resurrezione, si unisse il profumo dei fiori dell'arancio del giardino conventuale. Alla bianca ricotta mescolò una manciata di grano, che, sepolto nella bruna terra, germoglia e risorge splendente come oro, aggiunse poi le uova, simbolo di nuova vita, l'acqua di mille fiori odorosa come la prima vera, il cedro e le aromatiche spezie venute dall'Asia.”
Ho faticato un po’ a trovare una ricetta soddisfacente, anche perché io cercavo quella della “vera pastiera” e, manco a dirlo, in Internet esistono centinaia di ricette tutte diverse e tutte della “vera pastiera”. Comunque alla fine ce l’ho fatta, grazie al suddetto sito che mi ha chiarito le idee (la pasta frolla però mi son guardata bene dall’usarla surgelata: l’ho fatta io, con le mie manine sante!). La quantità di zucchero richiesta di primo acchito mi è sembrata un’enormità (600 grammi per 700 di ricotta), ma debbo ammettere che all’assaggio è risultata giusta: sapore dolce ma non stucchevole. “Cucuzzata” e grano ho lasciato che si sentissero alla grande, sennò che pastiera è, ed ho pure abbondato con acqua di fiori d’arancio, vaniglia e cannella. Il risultato? Strepitoso! Perché, avevate dubbi? ;-)

















Auguri di Pasqua e Pasquetta!!!

domenica 10 aprile 2011

SPAGHETTI CRESPELLATI




Se avete dato un'occhiata alle etichette, a destra qui sulla home page, vi sarete sicuramente accorti della sproporzione tra il numero di dolci che vi ho finora presentato e quello delle altre preparazioni. Insomma, credo proprio che la mia passione per torte e ciambelle alla Nonna Papera sia evidente ormai perfino ai lettori "casuali", quelli che mi piombano "in casa" seguendo le orme di un blog amico o cercando una ricetta nel Web. Perciò oggi ho deciso di proporvi.. un altro dolce, direte voi! Eh no, stavolta vi ho fregati... :-D Vi propongo gli "spaghetti crespellati", che potrete far rientrare in tutte le categorie che vi pare (primi piatti, piatti unici, antipasti...) eccetto (per una volta) proprio "dolci e dessert": a meno che non vogliate passare per un "tipo originale" che serve delle crespelle farcite di pasta al pesto spolverizzate di zucchero a velo :-)
Se avete il tempo e la voglia di farvi il pesto in casa, armate di mortaio e pestello e magari anche del  profumatissimo basilico genovese... che ve devo di', fatene un po' di più e speditelo a me! Io, perdonatemi, stavolta ho usato quello "fresco" del supermercato (senza nemmeno scaldarlo), perché mi ero attardata a respirare l'aria di primavera  tra le vetrine dei negozi di abbigliamento (sì, lo so, come scusa non è il massimo... Ah ah ah!).
Voglio dedicare la ricetta di questo piatto che non so se sia più odoroso o gustoso alla mia dolce amica Aria :-) Come sarebbe, non sapete chi è? Non si può non conoscere la fantastica Arietta! Tutti di corsa a visitare il suo blog :-D 









INGREDIENTI




Per le crespelle:


250 grammi di farina
3 uova
mezzo litro di latte fresco
40 grammi di burro
un pizzico di sale


Per la farcitura delle crespelle:



200 grammi di spaghetti 
pesto fresco
fettine sottili di provolone dolce
parmigiano grattugiato









In una ciotola capiente sbattete leggermente le uova intere con una forchetta; aggiungete, poco per volta, la farina e, a filo, il latte. Salate, completate con il burro precedentemente fuso e lasciate riposare la pastella per almeno mezz'ora. Ungete di burro l'apposita padellina per crespelle e fatela scaldare: versatevi un mestolino di pastella, facendo in modo che si estenda per tutto lo spazio; dopo qualche minuto voltate la crespella e completatene la cottura. Ripetete le operazioni fino ad esaurimento della pastella (con le dosi indicate otterrete almeno otto crespelle).








Cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli quando sono ancora al dente e conditeli con il pesto. Lasciateli intiepidire.
Disponete su ciascuna crespella 4 fettine di formaggio, stendetevi sopra un po’di spaghetti, spolverizzate con del parmigiano ed arrotolate la crespella su se stessa. Quando tutte le crespelle saranno pronte, copritele con qualche cucchiaio di una salsina ottenuta mescolando pesto e panna fresca e passatele in forno caldo il tempo necessario a far fondere il formaggio (saranno sufficienti una decina di minuti). Queste crespelle sono ottime anche mangiate fredde, quindi tenetele presenti in caso di un allegro picnic all’aria aperta!