giovedì 17 marzo 2011

TORTA MARIKA E AUGURI COCCOLOSI





Marika è lei: la splendida fanciulla in foto, alias la mia secondogenita che, esattamente un annetto fa, dopo circa venti trascorsi in quel di Berghem, ha salutato nebbia, polenta e "pota pota" e si è diretta all'estremità opposta dell'Italia, a godersi "sule, mare e jentu" alla facciaccia della sottoscritta, che, per il momento, sole e mare può soltanto sognarseli la notte :-) Il dieci marzo scorso "Terronadentro" ha compiuto ventun anni e, per l'occasione, è venuta a stare qualche giorno da me. Al telefono, prima di partire, mi fa: "Ma', cioccolato e cocco: così la voglio, la torta del mio compleanno! Okay? Basta che ci siano questi ingredienti, il resto non mi interessa". Come dire: scervellati tu! Ma i figli sono o non sono "piezz e core"? E ad un piezz e core, come si fa a dire di no? Si fosse trattato di un piezz di qualcos'altro, magari... :-D
Vabbuò, fatto sta che, appena messo giù la cornetta, la torta commissionatami dall'adorabile  scavezzacollo già faceva capolino nella mia "bloggermind": base al cacao, soffice e leggera; farcia semplice ma deliziosa, fortemente "coccosa"; cioccolatosa copertura da orgasmo a vista... Ed eccola, la "Torta Marika": golosissima, ma per nulla stucchevole e, in fondo in fondo, nemmeno tanto pesante. E l'aspetto? A dir poco maestoso! Marika ne è rimasta soddisfatta... anche troppo, direi, considerando che se l'è messa davanti e, incurante delle mie urla (non avevo ancora finito di fotografarla, accidenti...), ha iniziato a papparsela a cucchiaiate!!! :-D  








INGREDIENTI

Per il Pan di Spagna:


140 grammi di farina
100 grammi di frumina
50 grammi di cacao amaro
300 grammi di zucchero
1 cucchiaino di miele millefiori
8 uova
vanillina


Per un perfetto Pan di Spagna bisogna calcolare 30 grammi di farina e 30 di zucchero per ogni uovo. Io, per ottenere una base più soffice, ho sostituito parte della farina con dell’amido di frumento ed ho aumentato la dose di zucchero da 240 a 300 grammi, per compensare l’amaro del cacao.


Per la crema al cocco:

mezzo litro di latte fresco intero
4 uova
150 grammi di zucchero
75 grammi di farina
1 piccola noce di cocco fresco grattugiata e il suo “latte”
una manciata di gocce di frutta al cocco (facoltativo)


Per la crema ganache al cioccolato:

300 gr di cioccolato fondente
200 gr di panna fresca
Batida de coco

 
Per bagnare il Pan di Spagna:


liquore al cocco (io ho usato la Batida de coco)



Per decorare:


cocco grattugiato

cioccolatini al cocco

qualche fettina di cocco fresco







Preparate per prima cosa il Pan di Spagna e lasciatelo raffreddare. Mentre raffredda, dedicatevi alla preparazione della crema pasticciera al cocco. Mettete il cocco fresco grattugiato in una ciotola capace, copritelo con il suo “latte” e con abbondante latte fresco intero e lasciate macerare per alcune ore; filtrate il liquido e misuratene mezzo litro. Montate i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina, il latte aromatizzato al cocco ed un pezzetto di stecca di vaniglia. Mescolate continuamente fino ad addensamento della crema. Versate quest’ultima in un piatto e lasciatela intiepidire, quindi unitevi le gocce di frutta al cocco.






Tagliate il Pan di Spagna a metà, deponete il primo disco sul piatto da portata e bagnatelo con qualche cucchiaio di Batida de coco. Ricoprite con la crema pasticciera al cocco. Volendo (io l'ho fatto), potete distribuire sulla crema, per renderla ancora più golosa, una decina di cioccolatini al cocco tritati grossolanamente.





Disponete su questa il secondo disco che spalmerete di crema ganache (senza dimenticarvi dei bordi dell’intero dolce) preparata nel modo indicato qui di seguito (di solito panna e cioccolato sono adoperati in egual misura, mentre qui la panna è in proporzione inferiore per ottenere una ganache più consistente). Dunque: portate a bollore la panna e versatela sul cioccolato grattugiato. Mescolate fino a quando il cioccolato si sia completamente sciolto; aggiungete un cucchiaino di Batida, mescolate ancora, quindi lasciate raffreddare. Quando il miscuglio di panna e cioccolato sarà ben freddo, mettete la terrina in un recipiente più grande contenente cubetti di ghiaccio e lavorate la crema con la frusta finché il composto risulterà soffice e spumoso.





Spolverizzate tutta la torta con il cocco grattugiato, decoratela con i cioccolatini e al centro sistemate le fettine di cocco fresco, leggermente accavallate l’una sull’altra.   















domenica 20 febbraio 2011

CIAMBELLA DI RISO AL GORGONZOLA CON POLPETTINE AL SUGO ROSSO




Avete presente la “giornata uggiosa” della famosa canzone di Battisti? Beh, questa domenica per me è stata proprio così: pioggia fuori e noia dentro, tanto che, per non cedere alle lusinghe del divano o, peggio ancora, del lettone, mi sono data, corpo in tuta ed anima tediata, alla cucina… finendo per fare l’amore con le mie padelle :-) Per prima cosa ho preparato un ottimo brodo di carne (perché detesto usare i “dadi”: troppo sale e glutammato per i miei gusti!), come lo faceva mia madre ogni sabato: con qualche osso polposo e tante belle verdure fresche. Mentre il brodo sobbolliva, la carne trita piemontese acquistata la sera prima (l’avete mai provata? Semplicemente eccezionale!) si affidava fiduciosa alle manine della sottoscritta che, complici uova e formaggio, la trasformavano in stuzzicanti polpettine, pronte a prendersi una “cotta” per il sugo di pomodoro in attesa sul fornello. Nel brodo (non vi dico il profumo! Mi ha invaso la casa) ci ho cotto una quantità di riso sufficiente per sfamare un paio di caserme; scolato e mantecato con formaggi, questo è finito poi nello stampo delle mie ciambelle, a rubarne la forma. Tocco finale, decisamente accattivante: polpette dappertutto, nel buco e ai piè (qualcuna anche nella mia bocca, ssssssssss!)! I commensali cosa mi hanno detto? “Dovresti annoiarti più spesso!!!” :-)








INGREDIENTI


1 Kg di riso Arborio

300 grammi di gorgonzola cremoso

200 grammi di parmigiano grattugiato

abbondante brodo di carne preparato con:
 sedano, carota, cipolla, porro, prezzemolo, pomodorini, sale e qualche osso con un po' di polpa attaccata




PER LE POLPETTINE



500 grammi di carne macinata di bovino

150 grammi di parmigiano grattugiato

2 uova intere

una manciata di pane grattugiato

un pizzico di sale

aglio e prezzemolo tritati finemente

un pizzico di peperoncino (se vi piace)



INOLTRE:

sugo di pomodoro q.b. (bello denso, mi raccomando!)




Il procedimento (lunghetto ma semplicissimo), ve l'ho spiegato nell'introduzione del post: non vi resta che... attendere una giornata uggiosa...! :-D  


















 
 
Con questa ricetta partecipo a :
 
 
 
 

mercoledì 2 febbraio 2011

UN WEEK END DA TERUN




Dove mi state immaginando, così imbacuccata? Tra le lastre di ghiaccio del Polo Nord, circondata da uno stuolo di impettiti pinguini? Sbagliato! Lo scorso fine settimana ho voluto dare uno scossone alla mia sonnacchiosa esistenza prendendo il primo aereo della mia vita e recandomi nell'amata Gallipoli, dove, a fare gli onori di casa, mi attendevano pioggia, vento e temperature da "La nuova glaciazione". Il che, come testimonia la foto, non è però bastato a cancellare il sorriso dal mio volto! Anzi, devo dire che il tempo da lupi ha reso l'atmosfera piacevolmente suggestiva ed irresistibilmente romantica, scatenando in me la voglia di immortalare ogni angolo di paese ed ogni gabbiano di passaggio :-)  Sono stati giorni intensissimi, in cui la mia irriducibile anima terrona ha avuto libero sfogo: passeggiate in riva al mare in tempesta, sfidando le onde che tentavano di portarmi via, pellegrinaggio alle trattorie e ai bar tipici per omaggiare i sapori primordiali, dal "purpu alla pignata" ai mitici pasticciotti, visita a sorpresa alla mia mammona, che ha quasi rischiato l'infarto aprendo la porta e trovandosi di fronte la figliola che non vedeva da un paio d'anni...  
Ogni tanto un colpetto di testa ci vuole, altrimenti che campiamo a fa'? :-)
Ora godetevi il servizio di cotanta fotografa e poi ditemi se non sono riuscita a trasmettervi le mie emozioni! ;-)





































































































                                                                    Purpu alla pignata                                                                 



                                                         Pasticciotti piccoli del bar "Portaterra"






Fruttone




Interno del fruttone: marmellata di pere, pasta di mandorle, cioccolato a pezzetti.




Mangia un fruttone... e poi muori :-)





domenica 16 gennaio 2011

PASTICCIOTTO E SCUSE




Lo, lo so: MEA CULPA. Non lo vedete, il capo cosparso di cenere? :-) Avevo promesso di pubblicare le ricette degli altri dolci natalizi gallipolini, ed invece sono sparita dal mio blog e pure dai vostri, assieme alle mie buone intenzioni. La ragione? Sono stata rapita dall’ozio assoluto… da quella fantastica, voluttuosa, impareggiabile sensazione di libertà mentale che solo il totale stacco dalle faccende mondane ti può regalare. Sì, mettiamola così: ho voluto farmi un bel regalo. Ho imparato (da poco, in verità, ma meglio tardi che mai!) che talvolta, nella vita, un pizzico di sano egoismo non solo è utile, ma addirittura necessario. Talmente necessario (al conseguimento del benessere) che consiglio a voi tutti di seguire il mio esempio, trovando un po’ di tempo per se stessi: per coccolarsi, per amarsi… anche solo per capire le proprie esigenze, troppo spesso inascoltate e sacrificate sull’altare del tran-tran quotidiano.
Sono perdonata? ;-) Bene, allora vi offro una fettina di questa deliziosa “torta pasticciotto”: dolce gallipolino per eccellenza, ma diffuso in tutto il Salento. Sono certa che ne abbiate già sentito parlare, magari nella versione più antica e popolare: quella del piccolo tortino ovale creato nel lontano Settecento da un pasticciere di Galatina, Nicola Ascalone, con dei semplici rimasugli di pasta frolla e crema pasticciera. A riprova del fatto che le cose migliori nascono sempre per caso :-)





INGREDIENTI

Per la pasta frolla:


500 grammi di farina

250 grammi di zucchero

250 grammi di strutto

 un pizzico di ammoniaca (2-3 grammi)

 5 tuorli d'uovo

la buccia grattugiata di un limone

vaniglia


Per la crema:


1 litro di latte fresco intero

300 grammi di zucchero

150 grammi di farina 
8 tuorli d'uovo

tanta buccia di limone
 (magari a pezzi grossi, privati della parte bianca interna che è amara, da togliere a fine cottura).



Foderate di pasta una teglia rotonda con cerniera (anche i bordi), versatevi la crema ben fredda, ricoprite con un altro disco di pasta, lucidate la superficie con albume leggermente battuto ed infornate fino a doratura.






Qui sotto aggiungo una foto dei pasticciotti piccoli (non è mia, l'ho reperita in Internet), tanto perché chi non li conosce possa farsene un' idea.